Nel suggestivo scenario delle arcaiche Montagne della Sila Greca, i film ritrovati che raccontano la Calabria di cento anni fa, i frammenti d’archivio impolverati e le memorie cinematografiche recondite e sospese, tornano a rivivere, ad emozionare e a far riflettere, attraverso nuove forme estetiche ed orizzonti espressivi.
Siamo entusiasti di annunciare che The Memories Film Fest ha ufficialmente aperto le iscrizioni per la prossima edizione! Se sei un filmmaker, questa è la tua occasione per condividere la tua visione artistica con il nostro pubblico e far parte di un evento che celebra il potere del cinema nel raccontare storie indimenticabili.
Lettera di un sicario - di Hleb Papou

Per aver saputo trasformare materiale d'archivio e risorse essenziali in un'opera di straordinaria forza narrativa, capace di emozionare, coinvolgere e sorprendere. Lettera di un sicario si distingue per l'uso geniale del montaggio, la cura della sonorizzazione e una struttura cinematografica solida ed evocativa, che trascende i limiti del documentario per costruire un vero e proprio thriller d'autore. Un'opera che si impone come grido lucido e potente contro le derive della società capitalista, capace di restituire il clima storico di un'epoca attraverso una scelta sapiente e significativa delle immagini. Questo piccolo film, affascinante e creativo, riesce a immergere lo spettatore in un'atmosfera viva e autentica, grazie a una colonna sonora efficace, un montaggio raffinato e una voce narrante coinvolgente. Ispirato a una lettera storica, ne accresce autenticità e impatto emotivo, sorprendendo per la sua capacità di costruire un'opera compiuta con mezzi minimi ma visione chiara. Il regista dimostra uno stile riconoscibile e una maturità espressiva che rendono questo lavoro pienamente meritevole del massimo riconoscimento.
43 Tapes: Militant
Memories from a Rescued Video Archive - di Giacomo Villa.
Per aver saputo restituire con forza e autenticità un frammento fondamentale della nostra storia recente, attraverso un racconto che intreccia memoria individuale e collettiva, impegno politico e vita quotidiana. Il film si distingue per la sua capacità di far emergere, anche da immagini a tratti respingenti o tecnicamente imperfette, la bellezza nascosta della militanza, del quartiere, delle vite sovversive e coraggiose che hanno costruito - dal basso - un'idea diversa di Paese.
Le interviste, intense e spontanee, donano umanità e verità al racconto, mentre l'uso del materiale d'archivio, nonostante le sue limitazioni, viene valorizzato in modo intelligente e necessario. La "memoria militante" che questo film incarna non è solo un atto di ricostruzione storica, ma un gesto politico urgente e consapevole, capace di ridare voce a protagonisti dimenticati e riflessioni oggi più che mai attuali.
Un'opera che, pur non cercando l'estetica, conquista per onestà, forza e rilevanza. Il miglior lungometraggio per contenuti, visione e impatto emotivo.
Un modo di sorridere insolito - di Veronica Orrù
Per la capacità di trasformare il materiale d'archivio in uno strumento poetico e riflessivo, capace di evocare il ricordo, la mancanza e il legame familiare attraverso una narrazione intima ma aperta alla dimensione collettiva. Il cortometraggio colpisce per la sua delicatezza formale: l'uso delle immagini amatoriali, il testo scritto che guida lo spettatore senza ricorrere alla voce narrante, e una colonna sonora che si intreccia perfettamente con il ritmo del racconto.
La regista dimostra una visione personale e riconoscibile, portando lo spettatore nel proprio mondo interiore, ma al tempo stesso aprendo uno spazio universale in cui ciascuno può ritrovare frammenti della propria memoria. Le riflessioni sul tempo, sulla morte e sulla bellezza di un luogo come la Sardegna, si mescolano alla forza simbolica di piccoli film familiari che raccontano vite, viaggi e assenze.
Un lavoro intenso, intimo e profondo, che conferma la regista come una voce autentica e promettente nel panorama del cinema contemporaneo.
Dal 2021 collabora stabilmente con il Castrovillari Film Festival, occupandosi della produzione e dell’organizzazione dell’evento. Dopo il diploma di scuola superiore, si trasferisce all’estero per un anno, dove lavora e approfondisce la conoscenza della lingua inglese. Al suo rientro si stabilisce a Milano, dove intraprende un percorso accademico triennale in recitazione, concluso con il diploma. Parallelamente agli studi inizia a sperimentare con i primi cortometraggi amatoriali, fino alla realizzazione del suo lavoro d’esordio: “Where Are You, Samuel” (2024), selezionato in diversi festival nazionali e internazionali, tra cui lo ZINEBI di Bilbao e il FreiburgForum Film Festival in Germania. Terminata la formazione accademica, inizia a lavorare a Milano come assistente di produzione per spot commerciali di importanti brand come Prada, Ray-Ban, Bulgari, Orogel e McDonald’s. Successivamente si trasferisce a Roma, dove prosegue il suo percorso nel settore audiovisivo come assistente alla regia per produzioni di rilievo.
Filmmaker poliedrico, si occupa di ogni aspetto della produzione video: regia, riprese, montaggio, fotografia e grafica. Ha diretto cortometraggi (tra cui Una Donna Col Cervello, premiato come Miglior Corto Horror al FI.PI.LI. Horror Fest 2017), spot pubblicitari (Nuova Cosenza Calcio, CIPOMO, SIPO) e videoclip per artisti nazionali (Etnosound, Kutso, Moseek, Coffea Strange, Akusma). Ha collaborato con tv locali (Cam Tele 3, Videocalabria) e curato interviste, backstage e documentari premiati (Facce da Camerun, Urban Superstar). Come direttore della fotografia ha lavorato a numerosi corti e lungometraggi (Io resto qua, Chi ha ucciso Giovanni Losardo?, Il tempo rimasto di Daniele Gaglianone). Ha realizzato inchieste andate in onda sulla RAI e si è occupato anche di videoarte, con opere selezionate in mostre nazionali. Cura spesso testi e musiche originali per i progetti a cui partecipa.
Professionista italiana del settore cinematografico, Giulia Rossi è attiva principalmente nel reparto regia, con una solida esperienza come assistente alla regia, aiuto regista e sceneggiatrice. Ha collaborato con numerose case di produzione e progetti indipendenti, distinguendosi per la sua versatilità sul set e la sensibilità narrativa.
Professionista poliedrica del mondo del cinema e del teatro con oltre 20 anni di esperienza, Franca Marchese ha ricoperto ruoli chiave in numerose produzioni cinematografiche, teatrali e televisive in Italia e all’estero. È attiva come casting director, attrice, regista, sceneggiatrice e coach di recitazione, nonché fondatrice e presidente dell’associazione culturale Le Sei Sorelle e vicepresidente di Hidalgo – Professionisti del Cinema in Calabria. Negli anni ha collaborato con importanti produzioni come Rai Cinema, Minerva Pictures, Solaria Film, Calabria Film Commission, portando avanti progetti artistici e culturali, soprattutto nel Sud Italia, con un focus sul cinema indipendente, sociale e di denuncia. Tra le sue opere più rilevanti: Una Femmina (candidato al Festival di Berlino, vincitore di diversi premi internazionali), Io non ti lascio solo, Il Vuoto, Il migliore dei mali e La festa del ritorno. È spesso impegnata in attività educative e formative: ha tenuto corsi di recitazione teatrale e cinematografica, preparazione ai casting, laboratori con detenuti, attività scolastiche e iniziative di inclusione sociale.
Giulia Zanfino è una regista e giornalista freelance italiana con una vasta esperienza nella realizzazione di documentari, reportage e nella collaborazione con importanti testate giornalistiche e televisive. È iscritta all'albo dei fornitori Rai e all'Ordine dei Giornalisti della Calabria, con una solida carriera che include la produzione di contenuti per Rai Cultura, Il Fatto Quotidiano, Repubblica.it ed El País. La sua attività professionale è caratterizzata da un forte impegno nel giornalismo d'inchiesta e nella narrazione di storie sociali e culturali.
LA GIUNTA di Alessandro Scippa
ANNI BELLI di Anna Fracesca Leccia
NEI GIARDINI DELLA MENTE di Matteo Balsamo
Le Marocchinate del 44' di Damiana Leone

Il film Le Marocchinate del '44 di Damiana Leone si distingue per il coraggio e la sensibilità con cui affronta una pagina dolorosa della storia italiana, restituendo voce e dignità alle vittime di un dramma a lungo taciuto. Attraverso una narrazione intensa e accurata, Leone intreccia testimonianze, immagini d’archivio e una poetica ricostruzione visiva, creando un’opera che commuove e invita alla riflessione.
La regia si distingue per l’equilibrio tra rigore documentaristico e profondità emotiva, riuscendo a illuminare la memoria collettiva con delicatezza e rispetto. La forza del film risiede nella capacità di rendere universale una vicenda storica locale, parlando di giustizia, memoria e resilienza.
Il Re Fanciullo di Alessandra Lancillotti

Con Il Re Fanciullo, Alessandra Lancillotti ci regala un’opera di straordinaria sensibilità e profondità narrativa, capace di esplorare il delicato confine tra realtà e immaginazione. La regia si distingue per uno sguardo intimo e poetico che accompagna lo spettatore in un viaggio di crescita e scoperta, dove la memoria e l’identità si intrecciano con la forza evocativa delle immagini.
Attraverso una narrazione elegante e un uso magistrale della luce e del tempo cinematografico, Lancillotti riesce a catturare l’essenza dell’infanzia, restituendoci un racconto che tocca corde universali. La giuria premia Il Re Fanciullo per la sua capacità di emozionare, per l’equilibrio tra delicatezza e profondità e per la ricchezza visiva che ne fa un’opera di rara bellezza.
We should all be Futurist di Angela Norelli
Con We Should All Be Futurist, Angela Norelli realizza un’opera audace e visionaria che sfida le convenzioni narrative e invita a riflettere sul rapporto tra passato, presente e futuro. Attraverso un linguaggio cinematografico originale e un montaggio incisivo, il corto si distingue per la capacità di fondere estetica e pensiero critico, creando un dialogo tra storia e contemporaneità.
La giuria premia We Should All Be Futurist per l’intelligenza della sua visione artistica, la forza del messaggio e la freschezza con cui Norelli riesce a stimolare interrogativi profondi sul nostro tempo, rendendo il futuro non solo un’idea, ma un’urgenza creativa.

Bocchigliero, l'appello della Soprintendente Barrera è arrivata durante "The Memories Film Fest"

Per l'occasione è arrivata in Calabria la regista Dagie Brundert

Il "The Memories Film Fest" di Bocchigliero prevede due giorni di appuntamenti alla riscoperta del patrimonio cinematografico. Arrivata in Calabria la regista Dagie Brundert

Il festival prevede tra le altre cose una mostra dedicata al grande Marcello Mastroianni e poi la proiezione di una pellicola inedita del 1919

Due giorni di appuntamenti alla riscoperta del patrimonio cinematografico. Si apre con un omaggio a Marcello Mastroianni. Grande attesa per la mostra e il workshop della regista Dagie Brundert, l'artista che sviluppa le pellicole in zuppe ecologiche

Il film scelto per la seconda edizione del Festival che Bocchigliero dedica al riuso creativo delle immagini d'archivio. La pellicola restarurata risale al 1969

La pellicola in nitrato di cellulosa è stata riportata alla luce e verrà proiettata con l'accompagnamento musicale del compositore Michele Catania al pianoforte, Ilenia Giorgiani al flauto, Roberto Scolaro al sax contralto

Il 17 e 18 agosto , alla riscoperta del patrimonio cinematografico.

Il 17 e 18 agosto a Bocchigliero, al via la seconda edizione dell'evento

Due giorni di appuntamenti alla riscoperta del patrimonio cinematografico. Si apre con un omaggio a Marcello Mastroianni. Grande attesa per la mostra e il workshop della regista Dagie Brundert, l'artista che sviluppa le pellicole in zuppe ecologiche
© The Memories Film Fest 2025
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